La diaspora giapponese nel mondo è cosa nota: dal Perù del Nikkei al Brasile dei Temaki, la cucina del Sol Levante ha saputo intrecciarsi con i prodotti locali creando identità nuove, ibride, spesso sorprendenti. Un gioco di contaminazioni che, in fondo, ha attecchito anche a Forlì, dove con ironia romagnola lo hanno ribattezzato Sabakaita, “sparlare”, trasformando lo slang in un concept gastronomico.
A Forlì arriva una serata interamente dedicata al sigaro, grazie alla Tabaccheria Numero 7 di Corso Garibaldi. L’appuntamento è fissato per mercoledì 29 luglio al Ristorante Arquebuse di Carpinello, in una cornice all’aperto che permetterà di fumare liberamente prima e dopo la cena.
La Cigar Night prenderà il via alle 19 con un BBQ a vista e un aperitivo che introduce subito il protagonista della serata: il Don Tomàs Brazil Rothschild, sigaro prodotto al confine con l’Honduras, scelto per accompagnare lo spritz iniziale. Il buffet sarà ricco e variegato, con proposte che spaziano dal Sushi Romagnolo ai crudi al volano, dai formaggi ai tortelli con le patate nuove, fino ai tacos di piadina.
A tavola, il barbecue diventerà il centro della scena: grigliature servite direttamente dalla brace, abbinate ai vini selezionati da Luca e accompagnate dai contorni. Per dessert, una crema al lime con frutta fresca, mentre al buffet farà ritorno anche il cocomero, perfetto per la serata estiva.
Il dopo cena sarà dedicato a un secondo sigaro, il CAO Pilòn Robusto dal Nicaragua, scelto per raccontare una pagina importante della storia del fumo lento: quando la produzione cubana fu interrotta, molte manifatture si spostarono altrove, radicandosi definitivamente pur tornando poi a operare anche nella Isla. In abbinamento, le Grappe Gastaldi del Veneto.
Le prenotazioni stanno già arrivando, anche da turisti in vacanza sulla costa, attratti dall’idea di una Cigar Night all-inclusive raggiungibile semplicemente percorrendo la strada cervese.
Bar Camparino in Galleria50 Best Bar Milano Historic home of Campari Moebius Milano50 Best Bar Culinary cocktails and experimental cuisine Rita50 Best Bar Milan meets American bar 1930 Milano Highly secretive speakeasy Backdoor 43 Milano World’s smallest bar Carico Milano Casual yet cutting-edge
Ceresio 7 Milano Elegant pool-side drinking Nik’s & Co. Milano Fanciful cocktail world tour Nottingham Forest Milano Travel-themed mixology Officina Milano Quirky cocktail lounge The Doping Club Milano Inimitable eclectic style Aguardiente Marina di Ravenna Encyclopaedic rum collection
Restaurant Osteria Francescana50 Best Modena Reconstructing Italian classics Uliassi50 Best Senigallia (An) Stylish waterfront seafood
Al Gatto Verde Modena Sustainable Emilian countryside gastronomy Bentoteca Milano Wine-centric izakaya Contraste Milano Sassy stylish and experimental Cracco Milano Decadent modern Milanese dining D’O Cornaredo (Mi) Egalitarian imaginative and funky DaGorini San Piero in Bagno (Fc) Relaxed rural refinement Dalla Gioconda Gabicce Monte (Pu) Picturesque modern Italian Enrico Bartolini Milano Masterful Milanese experience Francescana at Maria Luigia Modena Bottura’s country bolthole Il Luogo di Aimo e Nadia Milano Sun-ripened Italian classicism Joia Milano Plant-based indulgence La Madonnina del Pescatore Senigallia Impressive innovative indulgence Langosteria Milano Vibrant seafood sensation Ristorante Ratanà Milano Fashion-forward Milanese cuisine Seta Milano Charming contemporary classics Trattoria Trippa Milano Exciting regional cooking
Hotel Bulgari Milano An Italian jewel Four Seasons Hotel Milano Worship-worthy hospitality Mandarin Oriental Milano Finesse in Italy’s fashion capital Portrait Milano Italian heritage with contemporary style Casa Maria Luigia Modena For creative, gourmet-loving minds
I 50 Top Pizza, che poi nella pratica diventano 100, pur cambiando la vetta — oggi occupata da Confine a Milano — non portano grandi scossoni positivi. La Lombardia consolida la propria forza con altri due Tre Spicchi nei primi venti, Dry e Modus, mentre tra le nuove entrate compaiono Futura al 57, Glory Pop al 59 e Casa Biga, ex numero 99, ora al 72.
In Emilia-Romagna la situazione resta contenuta: un solo locale nei primi cinquanta, O’ Fiore Mio a Faenza, stabile al 25. Nelle Marche, fuori dai “fifty”, si segnala una sola presenza: Fermenta a Chieti Scalo, in salita al 65. Insomma, tra la Madonnina e il Monte Conero fanno più notizia i pari merito al 101, dove anche le migliori pizzerie di provincia trovano spazio.
Fra le uscite eccellenti, Denis — il secondo locale di Lovatel — scivola fuori dai primi cinquanta dopo essere stato 23 lo scorso anno. Al contrario, la casa madre Da Ezio ad Alano di Piave (Veneto) avanza con decisione: +26 posizioni, dalla 78 alla 52. Si attende invece il ritorno dei Tre Spicchi a San Cassiano, presso il rinnovato Aman Rosa Alpina in Alto Adige, dove non compaiono tracce dell’ex numero uno neppure tra gli “Eccellenti”. Esce dai primi cento anche Piccola Piedigrotta a Reggio Emilia, che lo scorso anno era al 57: ora è a pari merito con le nuove entrate 2026 nella categoria Eccellenti. Per due posizioni Gli Allocchi a Marradi e anche lui si trova centunesimo.
Le Marche registrano una sola new entry: Cappelli & Dino Cordari Pizzeria a Monte Vidon (FM). In Emilia-Romagna le nuove entrate tra gli Eccellenti sono due, entrambe al 101: Entrée a Parma e Il Cortile in Centro a Rimini. In Lombardia, restando idealmente lungo la via Emilia, si segnalano Centro a Broni (PV), Scugnizzo Vincenzo Nese (PV), e a Milano Marghe, Sleppa, Sublime e Ultra.
Crosta Denis -82 (23) Garage Pizza & Co Giolina Mani in Pasta Marghe n.e. Quartieri Spagnoli Sleppa (n.e.) Sublime (n.e.) Ultra (n.e.) Vurria
081 Pizzeria Melegnano (Mi) Anima Romita Crema (Cr) Centro Broni (Pv) n.e. Scugnizzo – Vincenzo Nese Stradella (Pv) n.e.
Emilia-Romagna (15) Acqua di Pomodoro Ferrara
Civico 25 Castel Bolognese (Ra) Corten Bologna Entrée Parma Il Cortile In Centro Rimini (n.e.)
La Luna Rossa Palata Pepoli (Bo) La Smorfia Nonantola (Mo)
Margherì Cesenatico (Fc) Me Ferrara
Passione e Tradizione Parma Piccola Piedigrotta Reggio Emilia -44 (57) Span Bologna Storie Dipinte San Lazzaro di Savena (Bo) tRe in Pomposa Modena Zerocinquenove Carpi (Mo)
Marche (10) Avalon Ancona Cavò Lieviti e Distillati Senigallia (An)
Con l’estate ormai avviata e in attesa delle Guide ai Vini del prossimo autunno, arrivano i 100 migliori dell’Emilia-Romagna selezionati alla cieca dai sommelier AIS per l’edizione 2026. È sempre più evidente come la regione si presenti divisa in due anime distinte — Romagna ed Emilia — diverse, complementari, e capaci di raccontare un mosaico enologico unico nel panorama italiano.
Eppure, quest’anno, vale la pena spezzare una lancia a favore dell’Emilia: la sola Colli Piacentini riesce a eguagliare la Romagna nel prestigioso traguardo del doppio oro, grazie a tre vini da meditazione che confermano la vocazione del territorio. Un Vin Santo, un Vin Santo di Vigoleno e una Malvasia di Candia (o Piacentina) compongono il trittico.
La Romagna risponde con altrettanti riconoscimenti: un Passito dal ravennate, un Sangiovese e un bianco da uve Sauvignon della stessa azienda, Castelluccio, nel forlivese. Sono questi i sei doppi oro regionali, equamente divisi tra Forlì e Piacenza.
Sale l’attesa per la nuova World 50 Best, che negli ultimi anni ha smesso di essere un appuntamento londinese per trasformarsi in un rito itinerante, celebrato in ogni angolo del mondo. Stavolta il palcoscenico dopo un anno e mezzo sarà Abu Dhabi, dove a novembre verranno svelate le nuove posizioni dei ristoranti. Nel frattempo, però, circolano già i nomi che compongono l’universo Fifty Best: Bar, Hotel, Ristoranti e Cantine che orbitano attorno alle classifiche principali.
Non si parla ancora della fascia 51–100, quella dei Discovery, ma l’Italia è già ben rappresentata: 140 indirizzi complessivi, con una ventina abbondante di bar notturni, poco più di cinquanta ristoranti, quasi altrettanti hotel e oltre una dozzina di cantine. Una trentina scarsa sono già presenti nelle classifiche ufficiali, compresa La Francescana, citata ad honorem. Gli altri, più di cento, sono realtà accreditate e potenzialmente pronte a un upgrade.
Tra le curiosità spicca la presenza di un pizzaiolo: Pepe in Grani, inserito non come cantina, né come hotel, né come bar, ma come ristorante a pieno titolo. In buona compagnia di Don Alfonso, Danì, Gennaro Esposito e Piazzetta Milù. E non mancano proposte lontane dall’extralusso, come Trippa a Milano o Consorzio a Torino, che confermano la volontà della piattaforma di raccontare anche la cucina più schietta e contemporanea.
Interessante anche la scelta di segnalare Villa Feltrinelli come hotel — finora nessuno l’aveva fatto, nonostante la sua bellezza — e non come ristorante. Lo stesso vale per Piano 35 a Torino, Ceresio 7 e Moebius a Milano, presenti per la loro anima da cocktail bar. A Venezia nessun dubbio Harry’s Bar cpme ristorante.
La Romagna compare con due nomi, Da Gorini e Aguardiente come Bartender a Marina di Ravenna, nonostante il monopolio delle City. Le Marche rispondono con i due fuoriclasse Uliassi, Gioconda e Cedroni. L’Emilia, invece, è il regno di Bottura, che domina in due categorie: hotel, ristoranti, Gatto Verde e Francescana at Maria Luigia. Anche Firenze si difende con Giardino e Osteria Gucci, presenti in entrambe le sezioni e quindi anche Bar. Milano, come prevedibile, è ovunque — tranne che nelle cantine.
La Liguria chiude con due hotel di grande fascino: lo Splendido a Portofino e il Golfo dei Poeti alle Cinque Terre.
La Guida agli Oli d’Italia 2027 arriva puntuale nelle librerie e, da questa edizione, completamente consultabile anche online, pur mantenendo la sua storica versione cartacea. Un doppio formato che conferma la volontà del Gambero Rosso di accompagnare il lettore ovunque, senza rinunciare alla fisicità del volume.
Per quanto riguarda il nostro territorio, il Top della produzione fra Milano e l’Adriatico si concentra in un arco che va da Brisighella a Terra del Sole, dai Colli Riminesi ai Colli di Jesi, fino ai Colli al Metauro: sono queste le zone che conquistano le Tre Foglie 2027. Le province coinvolte sono Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Ancona. La provincia di Bologna, invece, si ferma a due Foglie Rosse, un risultato paragonabile – per restare nel mondo delle guide – ai vini che arrivano in finale per i Tre Bicchieri senza riuscire a conquistarli.
I Tre Foglie 2027 del Gambero Rosso sono tre oli che raccontano identità territoriali forti:
il Dop Brisighella Monocultivar Nostrana di Brisighella 2025, prodotto da Palazzo di Varignana a Torre Cavina a Brisighella,
il Nobildrupa Monocultivar Ghiacciola 2025 della Cab di Brisighella;
il Monocultivar Ghiacciola 2025 di Corazza a Covignano di Rimini.
Si tratta di oli che, quasi sempre, superano i 30 euro al litro. L’unica eccezione è un’etichetta quotata fra i 21 e i 25 euro scendendo di un gradino, dove troviamo le due Foglie Rosse:
Grèda Monocultivar Sperone di Gallo 2025, Podere La Fortuna, Brisighella (Ra), sul versante che guarda Modigliana;
Uliveto del Fattore – Selezione Rodolfo Monocultivar Correggiolo 2025, Primo Fraternali Grilli, Montegridolfo (Rn), addirittura nella fascia fra gli 11 e i 20 euro.
Un dato curioso emerge con chiarezza: tutti gli oli premiati con una sola Foglia superano i 30 euro al litro. Per questo, risultano particolarmente interessanti – anche in rapporto qualità/prezzo – i due Foglie nella fascia 21–25 euro:
Furtóna Monocultivar Leccio del Corno 2025, Podere La Fortuna, Brisighella (Ra);
Verde Igp Marche 2025, L’Olivaio, Castelleone di Suasa (An).
Da segnalare anche Oriolo dei Fichi, nelle prime colline fra Forlì e Ravenna, che conquista due Foglie con Il Clivo Monocultivar Nostrana di Brisighella Bio 2025, prodotto da I Sabbioni.
Celebrarne uno soltanto sarebbe riduttivo. Parlare di un singolo Forno tra i settanta premiati in Italia con i Tre Pani del Gambero Rosso equivarrebbe, in fondo, a raccontare solo il Tre Stelle di Bottura: un faro della gastronomia mondiale dove arrivano clienti da ogni continente e i residenti, ormai, non trovano più posto. Il mondo dell’arte bianca è più ampio, stratificato, fatto di eccellenze che brillano con intensità diverse: ci sono i Tre Pani, certo, ma anche i Due e il Pane singolo, che non rappresentano affatto un gradino minore, bensì la conferma di un patrimonio quotidiano che — per fortuna — non va mai sprecato.